giovedì 6 ottobre 2011

Steve Jobs e Bert Jansch

Se ne sono andati praticamente all'unisono, tutti e due abbastanza presto (Jobs a 56, Jansch a 67), uno ricco e celebratissimo, l'altro da timido artigiano quale è sempre stato. Jobs ha trasformato l'artigianato elettronico in un colosso industriale, Jansch ha tenuto in ordine la sua piccola ma prestigiosa bottega dal 1965 a oggi. Come solista, in duo con Renbourn, nei Pentangle, ancora da solo e poi  con un sacco di belle voci (ultima Hope Sandoval) Jansch ha lavorato di cesello, intarsiando melodie e arrangiamenti in una terra di nessuno, o forse di tutti, equidistante da folk, jazz e blues. Su Jobs stanno già impilandosi le dichiarazioni di cordoglio di tutto il mondo che conta, per Bert Jansch c'è il sommesso dispiacere di chi per 45 anni ha ascoltato la sua musica. Noi, che abbiamo una vocazione minoritaria, ci associamo a questi ultimi e ci risentiamo "Sally go round the roses", splendido meticciato musicale (il video fa un po' schifo, ma su Tu-tubo non c'era di meglio). Bye, Bert.

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