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mercoledì 7 aprile 2010

appuntamento - Les Anarchistes live a Imperia


sabato 10 aprile ore 22 al centro sociale "la Talpa e l'Orologio" di Imperia (sito poco aggiornato qui) concerto dei Les Anarchistes (mia recensione osannante qui), nella formazione:

Alessandro Danelli - voce
Nicola Toscano - chitarre e visioni
Max Guerrero - key, prog, grooves
Alessio Bianchi - tromba e flicorno
Pietro Bertilorenzi - basso
Mirko Sabatini - batteria

martedì 22 dicembre 2009

MdD #3 (Marco) Les Anarchistes, Figli di origine oscura

Esordio avvincente di una peculiare (e ormai disciolta) formazione versiliana questo album stra-premiato (miglior esordio al Tenco 2002) è un disco folgorante, che sfida qualunque definizione. Provo a descriverlo a pezzi, de-strutturando una musica che invece ha un impatto assolutamente massiccio ed omogeneo. Dunque, prendete una sezione ritmica tecnica assai, con buone influenze jazz, una chitarra rtimica abitualmente distorta, tastiere e campionatori sovrabbondanti talvolta platealmente rumoriste, una sezione fiati formata da sax e trombone di impronta free-jazz e infine due voci stupende, Alessandro Danelli e Marco Rovelli, baritono e contralto, spesso impegnati in impasti sofisticati. E metteteli a suonare vecchie canzoni anarchiche, alcune famose, altre rispescate con cura filologica, un po' di Léo Ferré, qualche canto partigiano, il tutto con l'aiuto di pazzarielli assortiti, da Blaine Reininger (Tuxedomoon) a Raiz (Almamegretta) ad Antonello Salis. Il risultato, giuro, è sconvolgente: per una magia alchemica le melodie classiche si sposano con i fiati free, la ritmica quasi industrial, coi suoi clangori, tiene il passo con un cantato quasi classico. Sembrerebbe un incrocio tra i Suicide di Frankie Teardrop e Giovanna Marini, e detto così suona ripugnante. Invece sono Les Anarchistes e niente altro, e hanno un marchio di fabbrica così individualizzante come, nel recente passato, solo i CCCP seppero avere. Possono essere jazz, elettronica, folk, qualunque etichetta è una coperta cortissima. Come se fossero davvero figli di una combinazione astrale irripetibile, dopo due cd, perlatro degnissimi, si sono sciolti (o, dico speranzoso, sono in pausa). Ma questo cd è inarrivabile e, se dovessi indicarne solo uno per il decennio, andrei con questo.